Nunziatella - Affreschi Bizantini del XII Secolo

 

La Chiesa S. Maria Annunziata si trova non lontano dalla matrice S. Maria dell’Itria in via Etnea a Nunziata, frazione di Mascali(CT). Chiamata anche “Nunziatella”, la chiesa ha acquisito una certa notorietà grazie agli affreschi  bizantini rinvenuti nell’abside.

 

La chiesa ha la forma basilicale con l’abside orientata all’Ovest.  Prospetto principale: un portone d’ingresso ed una finestra sovrastante;

in alto il campanile a vela con due volute raccordanti.

Nunziatella, Prospetto

Nunziatella, Prospetto

 

Prospetto laterale Sud si affaccia sulla strada, ha in alto tre finestre,  sull’estrema sinistra una finestra più bassa, un’apertura d’ingresso laterale e tracce  di un’altra apertura più bassa a tutto sesto. Ad Ovest la navata si conclude con un'abside

 

Nunziatella, vista lato abside

Nunziatella, vista lato abside

 

L’attuale forma basilicale risale al periodo normanno.  A questo indica lo studio comparato degli affreschi del sito con dipinti coevi.

La chiesa apparteneva  forse ad un monastero basiliano che riuscì a coagulare un piccolo centro abitato dandoli il suo nome. 

L'esecuzione degli affreschi è ascrivibile alla seconda metà del  XII secolo e sono un esempio di pura pittura bizantina; affinità tecniche con gli affreschi eseguiti nell'Impero bizantino verso la metà di quel secolo.

Poche sono le informazioni sulla storia della Nunziatella nei secoli successivi. Sappiamo che divenne un priorato forse già nel seicento e che la comunità sorta attorno la chiesa era cresciuta fino a uguagliare Mascali da dove provenivano gli abitanti di Nunziata.   Nel XX secolo appariva come una modesta chiesa ottocentesca, il suo passato bizantino era rimasto nascosto sotto l’intonaco.

Fu il Professore Enzo Maganuco, docente di Storia dell’Arte dell’Ateneo di Messina, che scoprì nel 1939 l’esistenza di affreschi bizantini sotto l’intonaco bianco delle pareti. Pur avendo visto solo un piccolo frammento dell’antico dipinto,  fecce delle osservazioni giuste sull’epoca, sull’esecuzione e soprattutto sul valore artistico dei dipinti nascosti.

Lavori di restauro sono stati intrapresi dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania negli anni 1985 – 1990.  La rimozione dell’intonaco ha permesso vedere la struttura muraria antica. La muratura presenta due tecniche: la parte inferiore – grossi conci di pietra squadrati ed intercalati da filari regolari di elementi di cotto (tipo di muratura caratteristico per le chiese greche e ortodosse), la parte superiore è composta da pietre  piccole con maggiore quantità di malta ( si tratta di un innalzamento ulteriore). In seguito agli scavi interni è rinvenuto un impianto quadrato con l’abside più stretta rispetto all’attuale. Ciò suggerisce che la chiesa attuale è stata  costruita sul posto di un’altra più antica.

Di rilevanza maggiore è la scoperta di frammenti di affresco nella conca dell’abside e sulla parete sud. Questi affreschi sono di grande valore artistico e storico. La conca dell'abside necessita di ulteriori interventi di restauro ed è possibile far rinvenire altri particolari ancora nascosti sotto l’intonaco. Ma già la parte visibile è sufficiente per fornire un idea precisa sul valore artistico e storico, nonché sul programma iconografico.

 

Nunziatella, interno verso l'abside                                                                                                              Nunziatella, interno, parete sud

 

Nel 1939 il professore Enzo Maganuco, docente di Storia dell’Arte dell’Ateneo di Messina, in seguito ad un sopralluogo nelle chiese superstite dopo la colata lavica del 1928 scopri nella chiesa della Nunziatella un “piccolo affresco che  trovasi all’inizio del lato destro della calotta absidale”. Il Professore pensò  che si trattava di un ciclo di immagini “della vita di Cristo di cui questo frammento sarebbe un passo iniziale, cioè Cristo tra i dottori”. 

  Nunziatella, Cristo Bambino

(da Enzo Maganuco, "Cicli di affreschi...", 1939)
(da Enzo Maganuco, "Cicli di affreschi...", 1939)

 

In seguito ai lavori di restauro sono stati portati alla luci vari frammenti di affresco nella conca dell’abside. I frammenti del dipinto rinvenuti forniscono informazioni certi sulla composizione e sul valore artistico, e storico, nonché sul significato religioso del dipinto.

 

Nunziatella, Conca dell'apside

 

Due frammenti di affresco si trovano ai lati sotto la conca dell’abside. Sembra che la conca  forma un registro distinto nella decorazione dell’abside. I due frammenti nella parte inferiore sembrano far parte di due composizioni distinte che insieme ad altre decoravano la parete dell’abside. E’ possibile che si tratti di immagini a carattere narrativo con significato teologico. Si tratta della testa nimbata di un santo al margine sinistro dell'abside e sul lato opposto  la Madre di Dio col Bambino. 

 

Nunziatella, Testa nimbata, lato sinistro dell'abside                                                  Nunziatella, parte destra dell'abside, Madre di Dio con il Bambino

 

Maganuco non ha visto il volto della Vergine e per questo pensò al tema Cristo tra i dottori; a questo lo spinse il volto del Cristo giovinetto. Nell’arte bizantina il Bambino è rappresentato nella sua natura divina e ci appare come Signore benedicente e portatore della Legge, di conseguenza il viso non è di un bambino, ma un volto maturo, pieno di saggezza divina.

 

La posizione di questo particolare sulla parete dell’abside fa supporre che faceva parte di una composizione nella quale occupava la parte destra in alto. Poteva rappresentare l’Adorazione dei Magi – l’immagine che ha come significato teologico l’incarnazione del Verbo– un tema ricorrente per la zona del presbiterio. Quanto riguarda la testa nimbata nella parte sinistra dell’abside è difficile risalire al significato della composizione della quale faceva parte. 

 

Nella conca dell’abside osserviamo il Cristo Pantocratore con il nimbo crocifero, benedice con la mano destra e regge con la sinistra il libro.

 

Nunziatella, Cristo Pantocratore, parte visibile

 

In basso  alla sinistra di Cristo un busto con la testa nimbata di un angelo ben visibile; in alto alla destra di Cristo un angelo alato e con le mani coperte in segno di riverenza di fronte al Cristo. 

 

Nunziatella, Angelo, calotta dell'abside

 

Nunziatella, calotta dell'abside, figura alata dell'angelo.

 

 I frammenti di affresco rinvenuti per prima cosa indicano che si tratta di pittura bizantina nella sua forma pura greca dell’epoca comnena, XII secolo. Con questi affreschi ci troviamo di fronte alla vera arte bizantina del suo periodo classico.  

 Nelle chiese bizantine l'immagine del Pantocratore occupa di solito la cupola, il posto più alto nella chiesa bizantina. In Italia nelle chiese di tipo basilicale, in mancanza della cupola il suo posto è nell’abside: busto nella cattedrale di Cefalù (mosaico costantinopolitano), in trono nell’abside a Sant’Angelo in Formis e qui a Nunziatella.

Il volto di Cristo di Nunziatella lo troviamo più vicino a quello della chiesa San Pantelimone di Nérézi (Macedonia) costruita nel 1164. La caratteristica principale di quel periodo sta in una stilizzazione avanzata delle pieghe dei vestimenti, un linearismo armonioso che tende ad appiattire i volumi (esempio). Nello stesso tempo, i dipinti conservano i tratti  delicati dei volti greci con una certa libertà di movimento e concentrazione psicologica. Sul piano dello stile del trattamento delle forme, le proporzioni, l'armonia delle linee e dei dettagli, i dipinti della Nunziatella appartengono all’arte greca del XII secolo.

E' possibile una ricostruzione della composizione della conca dell'abside. Sono visibili il Cristo Pantocratore, i cuscini del trono sul quale siede, i piedi che poggiano sull'ovale che racchiude l'intera figura, un Angelo alato che sorregge con un ala l'ovale in alto a sinistra, mentre altro in basso  a destra svolge una funzione similare. Sul intradosso un nastro a zig-zag delimita la composizione.

 

Nunziatella, conca dell'abside, Cristo Pantocratore, parte superiore visibile

 

 

Nunziatella, Cristo Pantocratore, cuscini e braccio del trono

 

Nunziatella, Cristo Pantocratore, particolare con i piedi che poggiano sul ovale che circonda la figura di Cristo.

 

Nunziatella, calotta dell'abside, figura alata dell'angelo.

 

Nunziatella, Angelo, calotta dell'abside

 

 

Riassumendo questi elementi in un disegno e completandolo, con la consapevolezza che la composizione doveva essere simmetria, otteniamo la ricostruzione della composizione.

 

Nunziatella, frammenti visibili della composizione della conca dell'abside

 

 

Nunziatella, ricostruzione della composizione della conca dell'abside

Il particolare dell’affresco rinvenuto sulla parete Sud, scoperto durante i lavori  di restauro, costituisce un argomento forte in favore di un programma iconografico esteso a tutto l’interno della chiesa del XII secolo; esso si trova a destra di un’apertura con l’arco a tutto sesto (parete sud).

 

Nunziatella, interno parete sud, tracce di affresco, sistema                                                                                   Nunziatella, interno parete sud

di muratura con l'uso di cocci di cotto.

 

 

L'attenta osservazione dei colori di questo frammento di affresco e dell’esecuzione tecnica dà la certezza che sia eseguito dagli stessi pittori che hanno affrescato l’abside. Questo vuol dire che la forma basilicale della chiesa esisteva al tempo dell’esecuzione degli affreschi. 

 

Nunziatella, interno, parete sud, frammento di affresco, piede sinistro e l'orlo della tunica di un santo


Bibliografia:

 

1.     Enzo  Maganuco , Cicli di affreschi medievali a Randazzo e a Nunziata di Giarre, Catania, Tip. Studio Edit. Moderno, 1939